La Lunella (mt. 1.434) costituisce con Rocca Sella una delle più antiche palestre torinesi di arrampicata, ancora oggi frequentate dagli alpinisti, la vetta è rocciosa e ben individuata sullo spartiacque Stura di Viù e Stura di Lanzo, compresa tra la Via di Calcante (mt. 1.614)e la Punta Lunelle(mt. 1.384).
La roccia fa parte del gruppo delle pietre verdi ed è molto salda e ricca di ottimi appigli, tanto più che le numerosissime cordate hanno ormai eliminato quasi completamente gli appigli e le pietre malferme. La via della cresta nord è una arrampicata classica, molto divertente e piacevole, con difficoltà di II e III grado, si svolge in una successione di paretine, guglie, spigoli affilati e aeree crestine.
L'itinerario non è obbligato, ma seguendo rigorosamente il filo di cresta
l'arrampicata acquista in difficoltà ed interesse.
La prima ascensione turistica di questa vetta non è conosciuta, ma la prima ascensione "accademica" data dal 1905 e l'onore di aver messo in voga questa salita spetta al Club Alpino Accademico di Torino.
Il passaggio più famoso è la Placca Santi, probabilmente dal cognome del suo salitore.
Alpinisti famosi degli anni 30 trovarono la morte sulle sue vie nel 1921 Rovere e nel 1927 Augusto Domask ed Alfredo Morello.
Molto frequentata sino agli anni 60 in autunno e primavera cont'ava parecchie presenze a tal punto che in zona erano disponibili delle guide che accompagnavano sino ai piedi della palestra.
Caratteristica la relazione della gita sociale del Cai Torino nell'aprile 1911 ove si citava che 18 alpinisti partiti da Torino alle ore 6,5 in treno sino a Lanzo e poi a piedi sino a Traves per raggiungere la Vetta per il versante sud alle ore 12,30, il ritorno per lo stesso tragitto con arrivo a Torino alle ore 21,30. Il capo gita di nome E. Piantanida citava sulla sua relazione del notiziario sezionale "interessante fu specialmente l'ultima ora di arrampicata. Il tempo incerto durante la mattinata, si volse decisamente al brutto dopo mezzogiorno".
Fra i più famosi frequentatori il giovane Pier Giorgio Frassati ora dichiarato beato dalla Chiesa.
All'indomani della beatificazione il Comune di Traves con la Pro Loco e tutte le Associazioni travesine ha pensato di dedicare un sentiero a questo giovane eccezionale che "amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l'anima e il corpo", tale itinerario realizzato nel 1997 rientra tra i famosi "sentieri Frassati" aperti in ogni regione d'Italia, il sentiero di Traves ha una caratteristica particolare: è l'ultimo percorso da Pier Giorgio, in gita con due amici, il 7 giugno 1925 prima della sua morte prematura, di quella giornata è rimasta la sua foto di arrampicata sulle Lunelle con la scritta di suo pugno: "domenica 27 giugno 1925. Verso l'alto.
La zona sottostante le Lunelle, sul versante di Traves, presentano punti di interesse naturalistico e storico. Vi sono infatti, ben visibili, numerose gallerie note come "ex miniere d'oro". Vi erano anche miniere di rame che furono sfruttate per un certo periodo (fine XIX secolo) da una società inglese. Già nel 1289 una società di fucinatori ottenne da Guglielmo VII di Monferrato una concessione per lo sfruttamento delle miniere della zona. Ma già in precedenza, nei borghi vicini alle Lunelle e all'Uja di Calcante esistevano delle fucine e fino ai nostri giorni a Traves, Pessinetto e Mezzenile numerosi artigiani erano specializzati nella lavorazione e fabbricazione di chiodi di varia fattura.

Palestra di Roccia
delle Lunelle
(m 1434)

Uia di Calcante
La storia